Tutti mi avevano detto che a Puno mi
sarei congelata dal freddo e che avrei avuto bisogno delle bombole
d'ossigeno. Le bombole non le ho usate, anche se effettivamente per
fare due gradini mi batteva il cuore a mille e mi dovevo fermare a
riposare, ma freddo davvero non ce n'è stato, anzi, siamo stati
accompagnati da un bel sole che rifletteva sul lago. Il lago
Titicaca, con i suoi 4000 metri e' il lago navigabile più alto del mondo ma
l'aspetto più shoccante e' la sua estensione, essendo lungo 230 km e
largo 97. Sto parlando del luogo dove, secondo la leggenda, nacquero
gli Inca, ma questo riguarda il lato Boliviano...infatti Perù e
Bolivia si dividono questo enorme specchio d'acqua. Nella parte
peruviana, si possono raggiungere imbarcandosi da Puno le famose
Islas Flotantes, ossia le isole galleggianti. Si tratta di isole che
effettivamente galleggiano, costruite con radici e giunchi di totora,
una specie di canna che cresce nel lago. Ogni 20 giorni gli isolani
devono aggiungere una cappa di materiale perché l'acqua e le
intemperie lo fanno man mano degradare e se non ci stessero dietro
affonderebbero! Queste isole furono create inizialmente dagli Uros,
che, non volendo esser sottomessi dagli inca, deciderono di
rifugiarsi nel lago. Poi con il tempo anche gli Aimara si rifugiarono
nelle stesse isole e mescolandosi con il piccolo popolo degli Uros
determinarono l'estinzione di quest'ultimo. Gli Aimara pur essendo conquistati dagli inca, non si integrarono mai completamente e tutt'oggi parlano la loro
lingua, a differenza degli altri popoli che persero la loro a favore
della lingua quechua. Il presidente della Bolivia Evo Morales e' un
aimara, ma ne parleremo una volta passato il confine!
Purtroppo oggi queste isole sono stra
commercializzate e visitarle e' come assistere ad uno spettacolino il
cui fine e' la vendita di oggetti artigianali e industriali locali.
Anche il giretto nella barca di totora e' puramente turistico,
infatti queste barche vengono costruite esclusivamente per questa
ragione. Insomma, molto interessante vedere che l'uomo si riesce ad
adattare e vivere addirittura in mezzo ad un lago, senza bisogno di
terra, ma lo show era veramente triste, come triste e' venir a sapere
che ora non potrebbero più vivere di pesca come facevano un tempo
perché, attratta dal turismo, moltissima gente della costa e' andata
a vivere nelle isole e queste non sono più auto-sostenibili, se non
con i soldi dei visitatori che sono praticamente costretti a comprare
artigianato, pagare l'ingresso e farsi il giretto in barca.
Non e' stato il miglior modo di
lasciare il Perù, ma questa ultima brutta esperienza non potrà
cancellare un mese di esperienze bellissime.
Per raggiungere il lato Boliviano
abbiamo preso un autobus. Il passaggio della frontiera e' stato il
più divertente di tutti: il pullman ci ha fatto scendere sul lato
peruviano, affinché cambiassimo i soldi e facessimo le pratiche
burocratiche di uscita dal paese. Poi abbiamo tutti camminato verso
il lato boliviano, dove successivamente avremmo ripreso lo stesso
pullman, ma nell'ufficio della frontiera non c'era nessuno. Abbiamo
aspettato una decina di minuti. Eravamo circa un trentina di persone
in fila che si domandava dove caspita fossero i boliviani Ad un certo
punto vediamo arrivare un gruppo di uomini con le divise di una
squadra di calcio, scarpette coi tacchetti e grondanti di
sudore....erano loro!!! Erano stati avvertiti da un poliziotto che ci
aveva visto e avevano interrotto la loro partita! Che storie! In un
secondo abbiamo avuto il nostro bellissimo timbro (volevano tornare a
giocare al più presto!) e siamo risaliti in pullman. Più semplice
di cosi non si può!
La notte ha diluviato e io son stata un
bel po sveglia e intimorita ad ascoltare la forza della natura (sola
soletta perché Nico non ne ha voluto sapere di proteggermi dai
mostri, anzi, diciamo che quasi non si e' accorto del temporale) e,
avendo messo un po' alla cazzo i picchetti sulla sabbia (non sembrava
dovesse piovere), ci siamo svegliati in mezzo all'acqua. Questo pero'
non ci ha scoraggiato, anzi, abbiamo deciso di stare una notte in
più, data la meraviglia del posto. Il giorno dopo abbiamo camminato
per un altro sentiero che ci ha portato in mezzo ai villaggetti e alle terrazze coltivate della
comunità nord e ci ha fatto incontrare vari contadini e persone
semplici con cui scambiare due parole. Da alcune parti dell'isola si
vedeva la Cordillera Real, picchi di 6000 metri ovviamente innevati e
ovviamente un tempo adorati dagli abitanti del posto. Uno splendore.
Quest'isola ci ha rilassato a livelli estremi, e ci ha lasciato a
bocca aperta ed in silenzio per due giorni. Abbiamo camminato
moltissimo, ma come se ci muovesse qualcosa di più forte di noi.
Semplicemente camminavamo per cambiare il punto di vista da cui
ammirare seduti in silenzio il panorama. Niente di più. E scusate se
e' poco.
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