Dopo questa esperienza siamo ancora più convinti che ci facciano schifo e che continueremo ad evitarle. Non e' solo il fatto che si e' in tanti ma non ci si caga, o che viene repressa la liberta individuale, quel che più mi da fastidio e' che veniamo trattati come bestie stupide. In questa escursione in particolare poi, la guida era un perfetto imbecille che ripeteva alla fine di ogni frase “estamos bien?” ossia un equivalente del nostro “ci siamo?” e che sembrava si fosse pippato un chilo di coca o che avesse un appuntamento con una gnocca e noi gli stessimo facendo perder tempo. Poi quando succede che la mia strada, soprattutto se e' un
cammino interessante, si incontra, interseca e sovrappone con un elemento del genere finisce che mi sale un nervoso, ma un nervoso, che non riesco più a star dietro all'assunto perché vorrei solo
Ma la cosa che mi ha fatto perdere le staffe e' stata la visita al museo: sembrava una gara, spendeva mezzo minuto per ogni stanza e se ci fermavamo a leggere le spiegazioni nei cartelli ci diceva che non potevamo ne' andare avanti ne' restare indietro, bensi dovevamo seguirlo e basta.
Mmm...uu..hh...ggrrrrrrrrrrrAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHH! Ad un certo punto son scoppiata e gli ho detto che non mi piaceva per niente questo modo di visitare il museo e che lui mi metteva ansia. E' rimasto un secondo zitto, poi ha continuato la sua performance ma non mi ha più rotto le palle se io visitavo il museo per gli affari miei. In ogni caso non ho potuto
Ovviamente, data la premessa, non posso dire di dominare la questione “Cultura Chavin”, ma posso raccontarvi che si trattava di quella che viene considerata la civilta più antica del Peru. Il luogo, che ora e' un sito archeologico, fu costruito tra il 1200 e l'800 a.C ed era un luogo di culto e pellegrinaggio come lo sono il Vaticano, Gerusalemme o la Mecca. Si possono vedere ancora chiaramente la piazza principale che ospitava le cerimonie di un gran numero di pellegrini e che preannuncia un
con gente di quelle zone). A circondare la piazza e' un sistema sofisticato di canali e drenaggi che pare servissero anche per intimorire il popolo (che doveva lasciare qui il suo tributo), infatti l'acqua, passando sotterraneamente faceva un suono che sembrava quello del verso di un puma incazzato e, come si sa, il puma, insieme con il serpente e il condor, sono i tre animali che si usavano, nelle culture andine, per rappresentare la loro cosmologia (il serpente rappresenta il mondo dei morti, il puma quello dei vivi e il condor quello delle divinita) e che sempre ritornano nell'architettura e nell'arte dei popoli antichi. In cima al tempio sono rimaste intatte delle gallerie in blocchi di pietra, che abbiamo potuto percorrere, che servivano per le cerimonie sacre ed allucinogene dei sacerdoti e che hanno conservato perfettamente una statua monolitica rappresentante il loro dio. Secondo alcune testimonianze del tempo della conquista, quando gli spagnoli sono giunti qui, c'era ancora gente che peregrinava al tempio lasciando le loro offerte, nonostante la cultura Chavin fosse gia stata
Nonostante la brutta esperienza con l'escursione organizzata e con l'idiota della guida, questo posto tra le alte montagne peruviane ci ha affascinato con la sua storia e ci ha dato ulteriori elementi per non giungere nell'ombelico del mondo inca impreparati...
No hay comentarios:
Publicar un comentario